Reati edilizi – cause di non punibilità art. 131 bis cp.

In linea generale si può ritenere l’applicabilità della causa di non punibilità prevista dall’art. 131 bis del codice penale con riferimento alla contravvenzione prevista dall’art. 44 a) DPR n. 380 del 2001 per violazione delle prescrizioni del permesso di costruire o di attività edilizia in violazione di norme urbanistiche.

La valutazione in concreto impone di valutare la natura delle violazioni al permesso di costruire, la sanabilità delle stesse, l’occasionalità delle stesse.

In linea generale deve escludersi l’applicabilità della causa di non punibilità della “tenuità del fatto” con riferimento alla contravvenzione prevista dall’art. 44 c) DPR n. 380 del 2001 che punisce le abusive trasformazioni del territorio in area sottoposte a vincolo paesaggistico. Sarà eventualmente applicabile la causa estintiva costituita dal permesso in sanatoria se rilasciato e se legittimo

Potrà invece applicarsi la causa di non punibilità con riferimento alla contravvenzione prevista dall’art. 44 b) DPR n. 380 del 2001 per assenza del permesso di costruire qualora sia rilasciabile il permesso di costruire in sanatoria per doppia conformità (la valutazione del giudice si ritiene possa anche prescindere dal formale rilascio del titolo in sanatoria).

Per contro, in tutte le altre situazioni di trasformazioni del territorio in assenza del permesso di costruire, non sanabili in quanto in contrasto con la disciplina urbanistica del territorio, la estinzione pare difficilmente applicabile valutando la tipologia dell’intervento.

L’interesse giuridico protetto dalla norma incriminatrice del reato edilizio, infatti, non è soltanto quello di assicurare il controllo preventivo da parte della pubblica amministrazione, ma altresì quello di garantire che lo sviluppo urbanistico si realizzi concretamente in aderenza all’assetto risultante dagli strumenti urbanistici. Una costruzione da demolire in quanto non ammessa dalle norme urbanistiche, ordine obbligatoriamente imposto al Giudice, è difficile da ritenere avere causato esiguità del danno o del pericolo all’interesse protetto.

Pare doversi escludere la applicazione della causa di non punibilità per il reato di lottizzazione abusiva previsto e punito dall’art. 44 lett. c) DPR n. 380 del 2001, che prevede strutturalmente una condotta articolata e plurima , sia nella forma della lottizzazione materiale che nella c.d. lottizzazione cartolare. Anche in questo caso, ritenuta la condotta “abituale” pare far comunque difetto il requisito della tenuità del danno o del pericolo.