Quando la casa non si vende …

Ma… Nuovi strumenti a tutela del credito attraverso i gestori

Nella guerra di sempre tra debitore e creditore (ora ancora più intensa) forse è passata inosservata (o poco considerata) una norma che sembra avere un valore equivoco.

Si tratta di una norma contenuta nelle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, l’art. 164 bis:

(Infruttuosità dell’espropriazione forzata)

Quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo.

È quindi un precetto che si riferisce a tutti i tipi di pignoramento, ma certamente evidente è l’interesse per i pignoramenti immobiliari, caratterizzati dalla maggiore oggettiva ed invasiva attività del creditore nel patrimonio del debitore.

I commenti non si son lasciati attendere, in ogni versante.

Tale norma, è innegabile, intuitivo e prima ancora logico, mira ad evitare che vi sia la perdurante esistenza di migliaia di fascicoli aperti presso i tribunali senza che ne ricorra una ragione effettiva, e, d’altra parte, che sia inutilmente compresso ed invaso in modo irragionevole il diritto della persona (il debitore).

A dimostrazione di ciò (ed anche per riequilibrare il tutto …) non può sfuggire agli operatori del diritto l’esistenza di numerosi nuovi strumenti attraverso i quali è possibile tutelare il credito preventivamente acquisendo le utili informazioni sulla capienza e concreta aggredibilità del patrimonio del debitore.

Si segnala, sotto questo aspetto, la possibilità di attingere le informazioni presso le banche dati tramite i gestori.

Alla faccia della privacy direbbe qualcuno!

Ma in realtà il diritto alla riservatezza non incontra tale limite se l’informazione è indispensabile per tutelare un altro diritto: quello della regolare vita economica e del rispetto tra gli operatori del mercato.

Ed allora ecco che quando le istituzioni (nel caso concreto gli ufficiali giudiziari) non funzionano, le istituzioni stesse consentono (pagando … ) al creditore ed al suo difensore di ottenere l’autorizzazione ad accedere alle informazioni necessarie per procedere al pignoramento.

Ecco la norma: Art. 155-quinquies (Accesso alle banche dati tramite i gestori) (1)

Quando le strutture tecnologiche, necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati di cui all’articolo 492-bis del codice e a quelle individuate con il decreto di cui all’articolo 155-quater, primo comma, non sono funzionanti, il creditore procedente, previa autorizzazione a norma dell’articolo 492-bis, primo comma, del codice, può ottenere dai gestori delle banche dati previste dal predetto articolo e dall’articolo 155-quater di queste disposizioni le informazioni nelle stesse contenute.

Sarà quindi possibile accedere a:

anagrafe tributaria
archivio rapporti finanziari
pubblico registro automobilistico
banche dati degli enti previdenziali
Nella speranza che le istituzioni … non si oppongano (ad esempio: Tribunale Novara, decreto 21.01.2015)

Staremo a vedere, noi ci proviamo!